Passa ai contenuti principali

Post

Amaro dolce

In tutti i nostri giardini ci sono piante che, apparentemente, non potrebbero resistere al clima padano, in particolare quello invernale. Invece, troviamo dappertutto palme (molto, molto prima che arrivassero in piazza Duomo); e troviamo ulivi. Finita la stagione delle importazioni clandestine di ulivi secolari dal Sud, nei giardini si trovano più giovani virgulti di ulivo. Nell'Orto di Rocco ce ne sono due, ormai grandicelle, che da anni producono frutti. Quest'anno le olive sono state numerosissime e allora Caterina, invece di acquistarle, ha usato proprio quelle, con ottime risultati. Rocco le ha raccolte una a una al giusto punto di maturazione, quando la buccia cambia colore da verde a marrone scuro. Non importa se questa muta non sia perfettamente completata, non importa se alcune olive sono ancora più verdi che scure, perchè in ogni caso la maturazione è avvenuta e il risultato sarà ugualmente buono. Le olive sono amare, e questa caratteristica, per gli amatori, ...
Post recenti

Bamboline di papavero

L'estate è iniziata da un pezzo, e i papaveri sono già fioriti. Nell'Orto di Rocco e Caterina ci sono anche quelli. Non proprio in mezzo alle verdure, per la verità, ma non manca un ciuffo di papaveri nel giardino, portato chissà da qual vento, conservato ad ogni taglio d'erba perchè Rocco, in fondo, è un sentimentale. Perchè quando eravamo molto piccole, io e Manuela, e non abitavamo ancora in questa casa indipendente, avevamo un appartamento al secondo piano di fronte a un grandissimo prato in un paese vicino, che si riempiva completamente di papaveri sul limitare della stagione. Uno spettacolo rosso che ci mangiavamo con gli occhi dal balcone. E' passato lo zio, qualche tempo fa, e mentre si chiacchierava, lui ha fatto una bambolina. Di quelle bamboline che a quei tempi facevamo senza posa. Raccogliendo boccioli quasi esplosi, che regalavano bamboline con la gonna rosso fiammante, o più piccoli, a volte piccolissimi, e i colori potevano essere anche tutte le ...

Il peperoncino della vita

Ci sono due cose che Rocco metterebbe anche nel latte, la mattina: le cipolle e il peperoncino. Non ha mai osato con le prime, anche se è stato in Liguria di recente e gli ho raccontato della focaccia con le cipolle che amici della radio mi hanno fatto pucciare nel cappuccino della macchinetta, ormai "qualche" mese fa. Con il secondo no, anche se lo adoro anche io e trovo di non riuscire a farne a meno. Spesso influenzando anche altre persone. Quindi, immaginatevi la felicità di raccogliere il primo della stagione dall'orto. Con queste manone, con un largo sorriso. Raccolto per i moscardini con i piselli (sempre dell'orto), però già resi piccanti da Caterina. E allora fatto a fettine sottili sui pomodori spaccati, sempre primizie. Non piccava per nulla. Ma la felicità è rimasta intatta.

Saturnine molto terrene

Stamattina ho preso il treno, lasciando la macchina a Rocco, che era già in giardino. L'ho brevemente raggiunto prima di avviarmi in stazione, fermandomi di fianco all'albero di pesche saturnine, molto carico. Questa pianta ha una storia particolare. E' stato un regalo di Manuela, accolto da Rocco e Caterina con un atteggiamento ambivalente: di contentezza, perchè tutto quello che riguarda l'orto è fonte di soddisfazione, vero attaccamento; ma anche di...disagio. Non sapevano dove metterla. E in effetti, chi frequenta casa dei miei sa benissimo che lo spazio è ampiamente sfruttato. I miei numerosi progetti di costruire/installare una piscina si sono sempre infranti contro un verde muro di gomma... Era una pianta molto esile, un paio di anni fa, con tre peschine corredate. E' esile anche oggi, per carità. Ma la cura - è il caso di dirlo - ha dato i suoi frutti. Queste sono le prime due: iniziano a maturare ora, sono in parte ancora acerbe, ma già molto buone. ...

Molto più di due piccioni

Mentre le ciliegie della seconda grande pianta iniziano a maturare, con le prime grandi arrampicate di Rocco, un altro elemento dell'Orto sta arrivando a maturazione: le fave. Spesso ci prendiamo in giro da soli (le fave o i favi? mischiando Italiano e dialetto calabrese), e anche su queste ci troviamo tutti d'accordo. In questo momento, tenerissimi, si raccolgono e, una volta aperto il baccello, si sbucciano e si mangiano con il formaggio (i romani lo sanno bene: fave, pecorino, vino dei Castelli). A dire il vero, per quel che ci riguarda le mangiano anche al naturale senza nient'altro, anche solo con il pane. In genere ci sono due tipi di fave: a baccello corto (ne hanno tre al massimo), sono dolci e saporite; o a baccello lungo, dal gusto leggermente amarognolo. La raccolta deve essere attenta: la pianta va tenuta ferma per evitare che si rovini. Quando crescono e l'occhiello da verde diventa scuro, sono ottime come contorno e con la pasta. Caterina ne fa una...

Piselli e baccelli

Allora, anche se avete un orto piccolo i piselli vanno piantati assolutamente. Soprattutto, in realtà: la loro stagionalità permette di poter riutilizzare lo spazio per altre colture. Si piantano presto, a Novembre oppure a Febbraio, a seconda della varietà scelta. Sono prevalentemente di due tipi: quelli nani hanno piante che non crescono molto (come suggerisce il nome, del resto...); quelli rampicanti hanno bisogno di supporto, con pali o con rete. Hanno un fiore delicato e maturano ad Aprile se piantati a Novembre, altrimenti a Maggio. Una volta finita la raccolta, si possono estirpare le piante e seminare fagiolini o insalata o pomodori tardivi (di Settembre) o peperoni. Difficile non cadere in doppi sensi in questo post, ma Rocco e Caterina non scherzano. I piselli non mancano mai, sono coltivati ogni anno in filari. Molti della famiglia e molti amici camminano nei solchi e li mangiano tenerissimi, e dolcissimi, direttamente dalla pianta. Si staccano tenendo fermo lo stelo cui ...

Fragole, non per tappeto

Chissà che è venuto in mente ai Modà di pensare ad un tappeto così. Le fragole vanno dappertutto. Nell'Orto di Rocco e Caterina sono anche nelle aiuole, come in questa foto. Vicino ai ranuncoli e alle calle, più in là del rosmarino e della salvia. Non serve, in un terreno comune come quello della nostra provincia, fare una ricerca sulla qualità. Rocco ne ha piantate un paio di varietà, del tipo comune. Una, dal frutto più piccolo e dal gusto più intenso, matura solo in primavera. La seconda, invece, fiorisce ed è prolifica da maggio fino a fine estate. Più grossa, ideale per le crostate e le macedonie. In questi giorni le fragole stanno finalmente restituendo tutto il loro sapore, dopo un inizio decisamente annacquato. Difficile spiegare il sapore di una fragola per chi le ha acquistate solo di serra, solo al supermercato, solo fuori stagione. Un sapore diverso dagli sciroppi e dal gelato industriale. Un sapore che appartiene a qualcosa di ancestrale, all'infanzia, al so...