Passa ai contenuti principali

Bamboline di papavero

L'estate è iniziata da un pezzo, e i papaveri sono già fioriti.

Nell'Orto di Rocco e Caterina ci sono anche quelli. Non proprio in mezzo alle verdure, per la verità, ma non manca un ciuffo di papaveri nel giardino, portato chissà da qual vento, conservato ad ogni taglio d'erba perchè Rocco, in fondo, è un sentimentale.

Perchè quando eravamo molto piccole, io e Manuela, e non abitavamo ancora in questa casa indipendente, avevamo un appartamento al secondo piano di fronte a un grandissimo prato in un paese vicino, che si riempiva completamente di papaveri sul limitare della stagione. Uno spettacolo rosso che ci mangiavamo con gli occhi dal balcone.

E' passato lo zio, qualche tempo fa, e mentre si chiacchierava, lui ha fatto una bambolina.
Di quelle bamboline che a quei tempi facevamo senza posa. Raccogliendo boccioli quasi esplosi, che regalavano bamboline con la gonna rosso fiammante, o più piccoli, a volte piccolissimi, e i colori potevano essere anche tutte le sfumature del rosa, persino il bianco.

Questa bambolina mi ricorda dita e unghie annerite, con la raccomandazione di non strofinare gli occhi, di non mettersele in bocca. Chissà se è vero, chissà che effetto stupefacente poteva produrre una cosa del genere. Ma noi obbedivamo: la parola dei genitori era legge.

Così, fuori tema, ecco una bambolina a voi. Perchè, ogni tanto, è bellissimo ricordare quello che sa ancora tirar fuori un po' di fanciullesco stupore.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il peperoncino della vita

Ci sono due cose che Rocco metterebbe anche nel latte, la mattina: le cipolle e il peperoncino. Non ha mai osato con le prime, anche se è stato in Liguria di recente e gli ho raccontato della focaccia con le cipolle che amici della radio mi hanno fatto pucciare nel cappuccino della macchinetta, ormai "qualche" mese fa. Con il secondo no, anche se lo adoro anche io e trovo di non riuscire a farne a meno. Spesso influenzando anche altre persone. Quindi, immaginatevi la felicità di raccogliere il primo della stagione dall'orto. Con queste manone, con un largo sorriso. Raccolto per i moscardini con i piselli (sempre dell'orto), però già resi piccanti da Caterina. E allora fatto a fettine sottili sui pomodori spaccati, sempre primizie. Non piccava per nulla. Ma la felicità è rimasta intatta.

Saturnine molto terrene

Stamattina ho preso il treno, lasciando la macchina a Rocco, che era già in giardino. L'ho brevemente raggiunto prima di avviarmi in stazione, fermandomi di fianco all'albero di pesche saturnine, molto carico. Questa pianta ha una storia particolare. E' stato un regalo di Manuela, accolto da Rocco e Caterina con un atteggiamento ambivalente: di contentezza, perchè tutto quello che riguarda l'orto è fonte di soddisfazione, vero attaccamento; ma anche di...disagio. Non sapevano dove metterla. E in effetti, chi frequenta casa dei miei sa benissimo che lo spazio è ampiamente sfruttato. I miei numerosi progetti di costruire/installare una piscina si sono sempre infranti contro un verde muro di gomma... Era una pianta molto esile, un paio di anni fa, con tre peschine corredate. E' esile anche oggi, per carità. Ma la cura - è il caso di dirlo - ha dato i suoi frutti. Queste sono le prime due: iniziano a maturare ora, sono in parte ancora acerbe, ma già molto buone. ...