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Saturnine molto terrene

Stamattina ho preso il treno, lasciando la macchina a Rocco, che era già in giardino.
L'ho brevemente raggiunto prima di avviarmi in stazione, fermandomi di fianco all'albero di pesche saturnine, molto carico.

Questa pianta ha una storia particolare. E' stato un regalo di Manuela, accolto da Rocco e Caterina con un atteggiamento ambivalente: di contentezza, perchè tutto quello che riguarda l'orto è fonte di soddisfazione, vero attaccamento; ma anche di...disagio. Non sapevano dove metterla. E in effetti, chi frequenta casa dei miei sa benissimo che lo spazio è ampiamente sfruttato. I miei numerosi progetti di costruire/installare una piscina si sono sempre infranti contro un verde muro di gomma...

Era una pianta molto esile, un paio di anni fa, con tre peschine corredate. E' esile anche oggi, per carità. Ma la cura - è il caso di dirlo - ha dato i suoi frutti.
Queste sono le prime due: iniziano a maturare ora, sono in parte ancora acerbe, ma già molto buone.
Di solito, se non si hanno intolleranze legate alla buccia, sono molto amate: forse anche per la forma sono pratiche da addentare, ma è il sapore che le differenzia da quella pasta gialla e anche da quelle a pasta bianca tonde.

Le ho portate in ufficio: oggi lo spuntino di metà mattina è stato un lusso.

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