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Visualizzazione dei post da maggio, 2017

Molto più di due piccioni

Mentre le ciliegie della seconda grande pianta iniziano a maturare, con le prime grandi arrampicate di Rocco, un altro elemento dell'Orto sta arrivando a maturazione: le fave. Spesso ci prendiamo in giro da soli (le fave o i favi? mischiando Italiano e dialetto calabrese), e anche su queste ci troviamo tutti d'accordo. In questo momento, tenerissimi, si raccolgono e, una volta aperto il baccello, si sbucciano e si mangiano con il formaggio (i romani lo sanno bene: fave, pecorino, vino dei Castelli). A dire il vero, per quel che ci riguarda le mangiano anche al naturale senza nient'altro, anche solo con il pane. In genere ci sono due tipi di fave: a baccello corto (ne hanno tre al massimo), sono dolci e saporite; o a baccello lungo, dal gusto leggermente amarognolo. La raccolta deve essere attenta: la pianta va tenuta ferma per evitare che si rovini. Quando crescono e l'occhiello da verde diventa scuro, sono ottime come contorno e con la pasta. Caterina ne fa una...

Piselli e baccelli

Allora, anche se avete un orto piccolo i piselli vanno piantati assolutamente. Soprattutto, in realtà: la loro stagionalità permette di poter riutilizzare lo spazio per altre colture. Si piantano presto, a Novembre oppure a Febbraio, a seconda della varietà scelta. Sono prevalentemente di due tipi: quelli nani hanno piante che non crescono molto (come suggerisce il nome, del resto...); quelli rampicanti hanno bisogno di supporto, con pali o con rete. Hanno un fiore delicato e maturano ad Aprile se piantati a Novembre, altrimenti a Maggio. Una volta finita la raccolta, si possono estirpare le piante e seminare fagiolini o insalata o pomodori tardivi (di Settembre) o peperoni. Difficile non cadere in doppi sensi in questo post, ma Rocco e Caterina non scherzano. I piselli non mancano mai, sono coltivati ogni anno in filari. Molti della famiglia e molti amici camminano nei solchi e li mangiano tenerissimi, e dolcissimi, direttamente dalla pianta. Si staccano tenendo fermo lo stelo cui ...

Fragole, non per tappeto

Chissà che è venuto in mente ai Modà di pensare ad un tappeto così. Le fragole vanno dappertutto. Nell'Orto di Rocco e Caterina sono anche nelle aiuole, come in questa foto. Vicino ai ranuncoli e alle calle, più in là del rosmarino e della salvia. Non serve, in un terreno comune come quello della nostra provincia, fare una ricerca sulla qualità. Rocco ne ha piantate un paio di varietà, del tipo comune. Una, dal frutto più piccolo e dal gusto più intenso, matura solo in primavera. La seconda, invece, fiorisce ed è prolifica da maggio fino a fine estate. Più grossa, ideale per le crostate e le macedonie. In questi giorni le fragole stanno finalmente restituendo tutto il loro sapore, dopo un inizio decisamente annacquato. Difficile spiegare il sapore di una fragola per chi le ha acquistate solo di serra, solo al supermercato, solo fuori stagione. Un sapore diverso dagli sciroppi e dal gelato industriale. Un sapore che appartiene a qualcosa di ancestrale, all'infanzia, al so...

Orecchini di ciliegia

In Calabria, dove sono nati Rocco e Caterina e dove le bimbe, Manuela e Sabrina, sono state in varie stagioni dell'anno e per molti anni, le ciliegie si chiamano cerasi . In quella parte di Calabria, ovviamente. E per la nonna andavano pompiati , cioè trattate. Qui, nella provincia di Milano, no. Sono ciliegie, semplicemente, comunemente, tanto comunemente che Pascoli storcerebbe il naso. Nell'Orto ci sono tre piante di questo frutto. Non ne conosciamo le varietà, ma sappiamo benissimo che le prime sono precoci e maturano a inizio maggio. Sono rosse, con la polpa rossa chiara. Le seconde maturano a inizio giugno, e sono scure, con una polpa sanguigna. La terza pianta è piccina ed è un innesto. Ne fa poche e queste sì che le conosciamo: sono i duroni. Le due piante principali sono alberi ormai molto alti: sono fusti di trent'anni e, se fossero vicini, potrebbero tranquillamente reggere un'amaca a due piazze. Ma al Rocco non piacciono le frivolezze: ha pensato ai su...

Il clan dell'orto

Prima di parlare dell'orto (esiste, eh) di Rocco e Caterina, partiamo dal balcone di Sabrina. Perchè, nonostante il suddetto orto, un grande giardino, un buon numero di alberi da frutto e il piccolo orto della stessa Sabrina (grande come un parcheggio, questo, ma c'è ed è coltivato), prima di tutto i due pensano alle figlie. Manuela non ha un orto, ma Battista, il suocero, coltiva in una cascina di proprietà un bellissimo appezzamento. Quando ci si trova insieme si parla anche si questo: ma come ti sono venuti i pomodori quest'anno? Hai già piantato i piselli? Insomma, questo blog avrà una gestione del tutto famigliare. Nono ci sono intenti scientifici, nessuno di noi ha studiato agraria, nè botanica. Ma Rocco e Caterina hanno imparato ad amare la terra fin dalla loro infanzia. Questo blog parla sempre di amore, per la coltivazione appropriata, per le verdure, la frutta, e per la cucina che li include tutti. Ci divertiremo: questo è garantito!