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Fragole, non per tappeto

Chissà che è venuto in mente ai Modà di pensare ad un tappeto così.
Le fragole vanno dappertutto. Nell'Orto di Rocco e Caterina sono anche nelle aiuole, come in questa foto. Vicino ai ranuncoli e alle calle, più in là del rosmarino e della salvia.

Non serve, in un terreno comune come quello della nostra provincia, fare una ricerca sulla qualità. Rocco ne ha piantate un paio di varietà, del tipo comune. Una, dal frutto più piccolo e dal gusto più intenso, matura solo in primavera. La seconda, invece, fiorisce ed è prolifica da maggio fino a fine estate. Più grossa, ideale per le crostate e le macedonie.

In questi giorni le fragole stanno finalmente restituendo tutto il loro sapore, dopo un inizio decisamente annacquato. Difficile spiegare il sapore di una fragola per chi le ha acquistate solo di serra, solo al supermercato, solo fuori stagione. Un sapore diverso dagli sciroppi e dal gelato industriale. Un sapore che appartiene a qualcosa di ancestrale, all'infanzia, al sole in faccia. Fate la prova con il risotto: se non sa di niente avete preso una sòla.

In cascina, il genero Battista ha coltivato anche le fragoline di bosco e assicuro che anche in Pianura Padana, lontano dai boschi, hanno il loro perchè. Chiedetelo alla Manu, che ieri sera si è data alla raccolta. Ma chiedetelo anche a Caterina.

Ecco infatti il consiglio. Oltre alla macedonia (rigorosamente senza zucchero, magari spremendo mezzo limone e mezza arancia) con o senza gelato, ci sono le crostate con la crema pasticcera fresca ("la torta" di compleanno di Sabrina, un classico). E un esperimenti riuscitissimo lo scorso anno: la marmellata di fragoline di bosco e petali di rosa. Altro che tappeto...

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