In Calabria, dove sono nati Rocco e Caterina e dove le bimbe, Manuela e Sabrina, sono state in varie stagioni dell'anno e per molti anni, le ciliegie si chiamano cerasi. In quella parte di Calabria, ovviamente. E per la nonna andavano pompiati, cioè trattate.
Qui, nella provincia di Milano, no. Sono ciliegie, semplicemente, comunemente, tanto comunemente che Pascoli storcerebbe il naso. Nell'Orto ci sono tre piante di questo frutto. Non ne conosciamo le varietà, ma sappiamo benissimo che le prime sono precoci e maturano a inizio maggio. Sono rosse, con la polpa rossa chiara. Le seconde maturano a inizio giugno, e sono scure, con una polpa sanguigna. La terza pianta è piccina ed è un innesto. Ne fa poche e queste sì che le conosciamo: sono i duroni.
Le due piante principali sono alberi ormai molto alti: sono fusti di trent'anni e, se fossero vicini, potrebbero tranquillamente reggere un'amaca a due piazze. Ma al Rocco non piacciono le frivolezze: ha pensato ai suoi alberi, tutti, in modo da farli crescere bene. E quindi niente amaca; al massimo, legna da tagliare per poi usare nel camino. E nessun trattamento chimico.
Quest'anno, finora, ci ha fregato le prime: la pioggia le ha decimate, quello che è rimasto è il lauto pasto degli uccelli. Peccato: queste belle e rosso ciliegie sono sempre state il bellissimo pretesto di piccole adunate di amici e parenti, che riscoprono il piacere di una piccola arrampicata. Grandi e piccoli: tutti ugualmente agili (o goffi), al cospetto del grande albero. tutti con gli occhi puntati alle fronde, uno chiuso per il sole, a tirare rami per avvicinare quelle più lontane.
Ma ci rifacciamo presto con le seconde, perchè questo caldo anticiperà la maturazione. Per fine maggio occhio alle magliette!
Come si mangiano?
A Caterina piacciono da matti, al naturale. Le conserva in due modi: o ne fa marmellata (con molto meno zucchero consigliato nelle ricette), o le mette sotto spirito, per poi assaggiarne una ogni tanto.
Le usa anche per le crostate di frutta, insieme alle fragole.
Le fragole...il prossimo argomento!
Qui, nella provincia di Milano, no. Sono ciliegie, semplicemente, comunemente, tanto comunemente che Pascoli storcerebbe il naso. Nell'Orto ci sono tre piante di questo frutto. Non ne conosciamo le varietà, ma sappiamo benissimo che le prime sono precoci e maturano a inizio maggio. Sono rosse, con la polpa rossa chiara. Le seconde maturano a inizio giugno, e sono scure, con una polpa sanguigna. La terza pianta è piccina ed è un innesto. Ne fa poche e queste sì che le conosciamo: sono i duroni.
Le due piante principali sono alberi ormai molto alti: sono fusti di trent'anni e, se fossero vicini, potrebbero tranquillamente reggere un'amaca a due piazze. Ma al Rocco non piacciono le frivolezze: ha pensato ai suoi alberi, tutti, in modo da farli crescere bene. E quindi niente amaca; al massimo, legna da tagliare per poi usare nel camino. E nessun trattamento chimico.
Quest'anno, finora, ci ha fregato le prime: la pioggia le ha decimate, quello che è rimasto è il lauto pasto degli uccelli. Peccato: queste belle e rosso ciliegie sono sempre state il bellissimo pretesto di piccole adunate di amici e parenti, che riscoprono il piacere di una piccola arrampicata. Grandi e piccoli: tutti ugualmente agili (o goffi), al cospetto del grande albero. tutti con gli occhi puntati alle fronde, uno chiuso per il sole, a tirare rami per avvicinare quelle più lontane.
Ma ci rifacciamo presto con le seconde, perchè questo caldo anticiperà la maturazione. Per fine maggio occhio alle magliette!
Come si mangiano?
A Caterina piacciono da matti, al naturale. Le conserva in due modi: o ne fa marmellata (con molto meno zucchero consigliato nelle ricette), o le mette sotto spirito, per poi assaggiarne una ogni tanto.
Le usa anche per le crostate di frutta, insieme alle fragole.
Le fragole...il prossimo argomento!


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